La Prima Sala Tiburtina di Villa d’Este a Tivoli può oggi essere esplorata in 3D attraverso un visore web-based che consente di analizzare il ruolo della luce nella percezione dello spazio e nella leggibilità del ciclo decorativo. Il progetto è stato realizzato da Haltadefinizione e Memooria, tech company del Gruppo Panini Cultura, in collaborazione con l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata.

La digitalizzazione della sala è stata condotta attraverso rilievi in altissima definizione, combinati con fotografie sferiche panoramiche, utilizzate come riferimento per la ricostruzione dell’ambiente architettonico e del ciclo decorativo. Su questa base, Memooria ha sviluppato il visore 3D, progettato per trasformare il modello in uno spazio navigabile.

A differenza di molte applicazioni orientate a una fruizione statica, il sistema consente un’esplorazione libera, con vincoli fisici coerenti che restituiscono una percezione realistica dello spazio. L’utente non osserva semplicemente il modello, ma può muoversi al suo interno, sperimentando una lettura più vicina all’esperienza reale.

L’obiettivo del progetto è proprio quello di restituire una percezione più realistica dello spazio dipinto. In questo senso, la luce diventa un elemento centrale. Il visore integra infatti diverse modalità di illuminazione, dalla visione direzionale alla simulazione di fonti luminose d’epoca, che modificano in modo significativo la leggibilità delle superfici dipinte. In alcune configurazioni, lo spazio emerge progressivamente dal buio, permettendo una fruizione selettiva più vicina a quella storica.

Il visore tridimensionale a 360 gradi è accessibile direttamente via browser e si inserisce nell’ecosistema di strumenti sviluppati da Haltadefinizione e Memooria, integrandosi con Coosmo, la piattaforma di Digital Asset Management per la gestione e la fruizione di immagini in gigapixel e contenuti digitali complessi.

Alla base del progetto vi è un approfondito lavoro di ricerca storico-artistica, che ha permesso di ricostruire le condizioni di fruizione storiche. Gli affreschi della Sala Tiburtina, concepiti per una visione in penombra, fanno parte di un sistema decorativo complesso in cui architettura, pittura e apparati illusionistici concorrono alla costruzione dello spazio.

La collaborazione con l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata conferma il ruolo del Gruppo Panini Cultura all’interno di un ecosistema di ricerca in cui la digitalizzazione diventa parte attiva nei processi di interpretazione, studio e valorizzazione del patrimonio culturale. Il visore è accessibile anche sul sito della rivista telematica semestrale Horti Hesperidum. Studi di storia del collezionismo e della storiografia artistica – Scaffale Tiburtino, pubblicata sotto il patrocinio del Dipartimento di Studi letterari, filosofici e di storia dell’arte dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”.

Il progetto si inserisce nel contesto di S.P.A.F.E. – Sculpture, Painting and Architecture Fruition Experience, concepito, diretto e coordinato dal Professor Carmelo Occhipinti, nell’ambito del partenariato CHANGES – Cultural Heritage Active Innovation for Sustainable Society e del Distretto Tecnologico del Lazio.