Il Codice Atlantico, conservato presso la Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano, è la più ampia raccolta al mondo di disegni e scritti di Leonardo da Vinci. I suoi 1.119 fogli documentano la varietà dei suoi interessi, spaziando dalla meccanica all’architettura, dall’idraulica al volo, dalla geometria agli studi sulla natura.

Una prima tappa del percorso di valorizzazione digitale del Codice Atlantico risale al 2009, quando Mida Digit realizzò la digitalizzazione integrale dell’opera. Tutti i fogli furono acquisiti direttamente nel caveau della Biblioteca Ambrosiana attraverso uno scanner planetario progettato per operare su libri e documenti antichi senza sottoporli a pressioni o sollecitazioni. L’intervento ha restituito ad alta risoluzione scritti, disegni, annotazioni e dettagli delle carte e ha compreso l’intero flusso di lavoro, dalla manipolazione degli originali all’acquisizione, fino all’archiviazione delle immagini.

A distanza di più di un decennio, Haltadefinizione è tornata sugli stessi fogli spostando l’attenzione dai contenuti alla struttura materiale della carta. Per Leonardo//thek@ 2.0 sono state digitalizzate ad altissima risoluzione le filigrane del Codice Atlantico, segni prodotti durante la fabbricazione della carta che possono fornire informazioni sulla loro provenienza e sulle relazioni tra documenti diversi.

Le acquisizioni, realizzate a 800 ppi, hanno combinato transilluminazione, riflettografia nel vicino infrarosso e riprese a luce radente. La tecnica di digitalizzazione è stata calibrata sulle caratteristiche di ciascuna carta, considerando lo spessore del supporto, la densità degli inchiostri, la presenza di disegni e lo stato di conservazione.

Le immagini delle filigrane sono oggi consultabili in Leonardo//thek@, la piattaforma di ricerca del Museo Galileo che riunisce file ad alta risoluzione, trascrizioni, indici e apparati critici dedicati ai manoscritti di Leonardo. La loro pubblicazione consente di affiancare alla lettura degli scritti e dei disegni lo studio della materialità.

Le due campagne hanno approfondito aspetti diversi del Codice Atlantico. La prima ne ha digitalizzato i contenuti, mentre la seconda ha analizzato il supporto materiale, aprendo nuove prospettive di ricerca sulla storia delle carte.