Il 25 settembre, nella Biblioteca del Sacro Convento di San Francesco in Assisi, sono stati presentati i risultati di Custodire San Francesco, il progetto promosso da Fondazione Terna nell’ambito delle celebrazioni per l’ottavo centenario della morte di san Francesco.
L’intervento ha interessato dodici documenti dell’Archivio del Sacro Convento, tra bolle e documenti papali, atti di donazione e testimonianze legate alle origini dell’Ordine francescano e alla costruzione della Basilica. Dopo il restauro eseguito presso il Laboratorio di restauro del libro e di opere d’arte su carta dell’Abbazia di Praglia, a Franco Cosimo Panini Editore è stata affidata la realizzazione dei facsimili, presentati al pubblico in occasione del convegno “Le pergamene di Frate Francesco”.

Riprodurre un documento, non soltanto la sua immagine
Un facsimile non è una semplice riproduzione fotografica. La sua realizzazione richiede di restituire, per quanto possibile, anche le caratteristiche fisiche dell’originale: il colore e la consistenza della pergamena, le irregolarità della superficie, le pieghe, le abrasioni, i margini e le tracce lasciate dal tempo. Nel caso dei documenti di Assisi, a questa complessità si sono aggiunti elementi tridimensionali come i sigilli pendenti e i relativi cordoncini di sospensione, parte integrante dell’identità materiale di ciascun documento.
La produzione dei facsimili è iniziata dopo il completamento degli interventi conservativi, che hanno permesso di mettere in sicurezza gli originali e di predisporli alle successive fasi di acquisizione e riproduzione. Il processo è iniziato con una nuova campagna fotografica ad alta risoluzione, realizzata da Haltadefinizione specificamente in funzione della riproduzione facsimilare. Ogni documento è stato acquisito con l’obiettivo di registrare con precisione non soltanto la scrittura, ma anche le variazioni cromatiche, le trasparenze e le caratteristiche superficiali della pergamena.


Per i documenti di dimensioni maggiori sono state realizzate numerose fotografie ravvicinate, successivamente ricomposte mediante stitching in un’unica immagine ad altissima definizione. Questa tecnica ha consentito di mantenere un livello di dettaglio molto elevato anche nella riproduzione a grandezza naturale.
Una delle fasi più complesse ha riguardato i sigilli.
Parallelamente alla campagna fotografica sono stati eseguiti rilievi tridimensionali per documentarne forma, volumi, incisioni e irregolarità. Anche i cordoncini e gli altri elementi di sospensione sono stati analizzati, così da ricostruire il documento nella sua interezza e non limitarne la riproduzione alla sola superficie. La replica dei sigilli ha richiesto prove sui materiali, verifiche cromatiche e successive sperimentazioni, fino alla definizione della soluzione più vicina agli originali.


Dall’immagine alla materia
Terminata l’acquisizione, le immagini sono state sottoposte a un accurato lavoro di post-produzione e fotolito, con interventi sulla resa di colori, densità, ombre e trasparenze. Le pergamene sono state quindi riprodotte fronte e retro su un supporto selezionato per avvicinarsi agli originali non soltanto dal punto di vista visivo, ma anche nella consistenza e nella percezione tattile.
Alla stampa sono seguite le lavorazioni manuali. Sigilli, cordoncini ed elementi tridimensionali sono stati realizzati separatamente e applicati ai singoli documenti.
Le successive fasi di rifinitura e antichizzazione hanno consentito di restituire pieghe, irregolarità e tracce d’uso che caratterizzano ciascuna pergamena.
Complessivamente sono stati realizzati tre set completi dei dodici documenti, ciascuno conservato all’interno di cartelle prodotte con materiali idonei alla conservazione.


Toccare ciò che deve essere protetto
È nella possibilità di conciliare tutela e accessibilità che il facsimile esprime una delle sue funzioni più importanti.
Gli originali sono documenti unici e fragili, la cui manipolazione deve necessariamente essere limitata e controllata. Le riproduzioni permettono invece di osservare i documenti da vicino, studiarne i dettagli e comprenderne anche la dimensione materiale, preservando al tempo stesso gli originali nelle condizioni conservative più appropriate.
Durante la presentazione del 25 settembre, i facsimili sono stati messi a disposizione del pubblico proprio con questa finalità: rendere più accessibile un patrimonio che, negli originali, può essere consultato soltanto in condizioni controllate.


Il progetto delle pergamene di Assisi si inserisce nella lunga esperienza di Franco Cosimo Panini Editore nella riproduzione facsimilare di manoscritti e documenti antichi, un ambito nel quale tecnologie digitali, competenze editoriali e lavorazioni artigianali concorrono a restituire l’immagine e la materia di opere destinate a essere conservate nel tempo.